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- Francesco Guiducci
Custom Liquid su Shopify: quando usarlo per performance e flessibilità

Risposta diretta: il Custom Liquid non è “l’unico modo” per creare uno store Shopify premium e veloce. È uno degli strumenti disponibili insieme a sezioni del tema, snippet, block, metafield, Metaobjects, app extensions e Shopify Functions. Nel mio lavoro preferisco un’architettura nativa Online Store 2.0 e non uso page builder, ma la performance dipende dalla qualità dell’implementazione, non dal nome dello strumento.
Cos’è davvero il Custom Liquid
Liquid è il linguaggio di templating utilizzato nei temi Shopify. Il blocco Custom Liquid permette di inserire markup e logica Liquid in un punto configurabile del tema, mentre per componenti riutilizzabili o più complessi preferisco creare sezioni e snippet dedicati.
È utile quando serve una modifica mirata e manutenibile senza aggiungere un’app, ma non dovrebbe diventare un contenitore indiscriminato per grandi quantità di CSS, JavaScript e logica duplicata.
Perché non uso page builder come baseline
La mia scelta operativa è lavorare su Online Store 2.0 e sulle capacità native del tema. Questo riduce dipendenze e mi permette di controllare direttamente HTML, Liquid, CSS e JavaScript. Non significa però che ogni page builder sia automaticamente lento o che una sezione Custom Liquid sia automaticamente veloce.
Uno script scritto male, un’immagine enorme o un loop Liquid inefficiente possono peggiorare una pagina anche senza page builder. La verifica corretta resta misurare il risultato sullo store reale.
Quando creo una sezione invece di usare Custom Liquid
Se il merchant deve modificare testi, immagini, spaziature o configurazioni dal Theme Editor, creo una sezione con schema e setting espliciti. Il Custom Liquid è più adatto a interventi circoscritti o a markup che non richiede un’interfaccia editoriale complessa.
Questo rende il tema più facile da mantenere e riduce il rischio che una modifica futura richieda di toccare direttamente il codice.
Performance: le regole che contano
Shopify raccomanda di minimizzare JavaScript non necessario, renderizzare il contenuto essenziale in Liquid/HTML, evitare loop profondamente annidati, usare correttamente le immagini responsive e caricare gli asset dal CDN Shopify. Sono queste decisioni a incidere sulle metriche, non il fatto che una sezione sia etichettata “custom”.
Non prometto un LCP specifico prima del test. Misuro invece LCP, INP, CLS e gli indicatori diagnostici per capire se la causa è Liquid, immagini, CSS, JavaScript o codice delle app.
Checkout: Liquid non aggira i limiti della piattaforma
Il codice del tema non modifica liberamente il checkout. Shopify offre tecnologie ufficiali diverse a seconda del punto di estensione e del piano. Alcune estensioni UI nelle fasi informative, spedizione e pagamento non sono disponibili sui piani Basic, Shopify e Advanced; altre superfici e tecnologie hanno una disponibilità più ampia. Shopify Functions è disponibile sui piani standard per molte logiche backend, ma la singola API va sempre verificata.
Per questo non uso Custom Liquid come workaround per funzioni B2B o pricing che devono essere validate realmente in checkout. Mostrare un prezzo diverso nel frontend senza modificarne correttamente la logica transazionale creerebbe un’incoerenza, non una soluzione.
Shopify Functions: quando servono
Le Functions eseguono logica backend in punti supportati da Shopify, per esempio sconti, validazioni e personalizzazioni di delivery o pagamento. Non sono un sostituto universale delle app e la disponibilità va controllata per API e piano.
Quando un requisito può essere risolto nativamente con una Function, valuto questa strada; quando richiede dati, interfacce o integrazioni esterne, può essere più corretto sviluppare o utilizzare un’app Shopify.
Custom Liquid e GEO
Il server-side rendering di Liquid rende il contenuto disponibile nell’HTML iniziale, cosa utile per accessibilità e comprensione. Ma non inserisco testo nascosto, keyword stuffing o istruzioni rivolte ai crawler. Il contenuto che descrive il brand, i servizi e i prodotti deve essere visibile e coerente anche per le persone.
Allo stesso modo, file aggiuntivi o dati strutturati non possono imporre a un assistente AI di citare un sito. Il mio Protocollo GEO lavora sui segnali controllabili: crawlability, entità, struttura semantica, dati e contenuti.
La regola che uso nei progetti
Parto dalla soluzione più semplice: setting del tema se basta, sezione nativa quando serve configurabilità, Custom Liquid per interventi piccoli, sezione/snippet dedicato per componenti riutilizzabili, Metaobjects per dati strutturati, Functions o app quando il requisito è backend o integrativo. Questo riduce complessità senza trasformare “codice custom” in un obiettivo fine a sé stesso.
Per gli aspetti tecnici faccio riferimento alle best practice Shopify sui temi e alla documentazione sulle tecnologie di estensione del checkout.
Aggiornato il 3 settembre 2026.

